Articolo (Italiano)

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La filosofia del denaro (1900), un vero capolavoro di sociologia storica speculativa, è l’opera principale di Simmel. Mentre la Soziologia si presenta come una raccolta di saggi legati tra loro dalla sola preoccupazione di dimostrare la validità del metodo sociologico di astrazione, la Filosofia del denaro è, al contrario, presentata come un’analisi continua di più di seicento pagine serrate in cui il denaro è compreso, nella frase di Mauss, come un “fatto sociale totale” coinvolgendo la totalità della società e delle sue istituzioni, o, per dirla in modo più simmeliano, come un “simbolo” che esprime e condensa in sé tutte le relazioni sociali – “come se il senso più profondo e generale dell’essere fosse espresso in esso più chiaramente che altrove, come se la sua forma e il suo sviluppo rendessero immediatamente visibile il funzionamento del tutto” .
Nella misura in cui Simmel interpreta il denaro come metafora della vita, la Filosofia del denaro è una questione di metafisica sociale, nel senso di Simmel: è una riflessione totalizzante a partire da un fenomeno concreto e non, come nel caso di Marx, un sistema totalizzante al quale nulla rimane fuori. Questo è, d’altronde, il motivo per cui questo libro non ha la forma di un trattato, ma di un saggio sul denaro, considerando, nella successione dei suoi paragrafi, molti aspetti di esso senza volerlo cogliere nel suo insieme.
In quest’opera, l’oggetto esplicito di analisi, l’economia monetaria, è sostanzialmente utilizzato solo come pretesto per sviluppare una teoria relazionalista e vitalista della modernità…

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