CrossFit, Bootcamp, come funziona?

, Author

Domande a Pascal Lafleur *, ex campione del mondo di boxe, fondatore dell’Atelier Côté Ring, formatore in sviluppo del potenziale e gestione dello stress nelle aziende

CrossFit, che cos’è?

È un metodo di preparazione fisica sviluppato in California negli anni 70 che combina la palestra e l’atletica. CrossFit (marchio registrato) o cross training o Cross Fitness significa allenamento trasversale, combina lavoro cardiovascolare, resistenza muscolare e sviluppa numerose qualità; forza, flessibilità, velocità, precisione. Le sale di CrossFit o “Box” sono state allestite un po’ ovunque.

Il Bootcamp, cos’è?

È una preparazione fisica militare americana di nuovo, originariamente destinata alle giovani reclute. Il ritmo e l’intensità degli esercizi erano volti a sviluppare le capacità muscolari e cardiovascolari. Fuori, i manubri sono poi sostituiti da mobili urbani, pneumatici, tronchi d’albero, tutto ciò che si trova sulla strada. Il termine Bootcamp oggi si riferisce più globalmente all’allenamento CrossFit all’aperto e di gruppo in modo commando, sotto l’autorità di istruttori specializzati, provenienti dal mondo dello sport o della supervisione militare.

A chi è rivolto?

È per tutti senza distinzione di età, sesso o pratica sportiva. E questo sport attira tanti uomini quante donne. All’Atelier Côté Ring, i professionisti (delle arti marziali) adattano la sessione ai partecipanti. La durata varia da 1h30 a 3h per i più esperti, la ripetizione e l’intensità dei workshop sono definite in base ai livelli. Sta allo sport adattarsi alla gente, non il contrario.

Quali sono gli esercizi specifici di questa disciplina?

La sessione del giorno è chiamata WOD (Work Of Day). L’allenamento a circuito è il termine usato per riferirsi a queste sequenze di esercizi in cui il lavoro è suddiviso in serie e ripetizioni. Per esempio, una serie di quattro esercizi: salti – flessioni – calcio medio a sinistra/destra – calcio frontale, ognuno dei quali sarà ripetuto più volte di seguito. Sono 10 salti – 5 flessioni – 5 medi – 5 frontali. 5 serie di 10 ripetizioni, cioè 5 volte la sequenza di esercizi eseguiti dieci volte ciascuno. Gli esercizi specifici del CrossFit hanno nomi un po’ barbari e sempre in inglese: overhead squat, push jerk, dead lift, jumping jack ecc.

Lo sport all’aperto, che senso ha?

Prima di tutto, è divertente uscire dal club e dai tuoi soliti punti di riferimento. Nella foresta, è un modo per prendere aria fresca. In città, in un parco pubblico, è un’occasione per cambiare il proprio orientamento. I passanti guardano il gruppo riscaldarsi, correre, fare pull-up, flessioni, fare esercizi con attrezzature più o meno spettacolari (artigli d’orso da boxe, kettlebells (campane di ghisa), marcatori a terra, ecc.) Questa visione esterna dà a tutti un senso di appartenenza e di orgoglio. C’è questa nozione di condivisione e di lavoro di squadra nello sforzo. Poi, a livello puramente sportivo, l’allenamento all’aperto costringe ad adattarsi a un terreno diverso (erba, ghiaia, asfalto), l’instabilità costringe il corpo a reinventare i suoi appoggi, infine, il nuovo spazio da gestire (parco, cortile ecc.) costringe a muoversi diversamente.

Una buona seduta è quella in cui si “sbava”?

C’è una moda del “non lasciamo andare niente” che spinge ad andare oltre i propri limiti. Qual è il punto? Per quanto l’idea di superarsi, di sfidare se stessi sia interessante, non c’è bisogno di soffrire o essere esangue alla fine di una sessione. Abbattere le persone con uno sforzo fisico è tanto facile quanto indesiderabile: le porta ad associare piacere e sofferenza, o addirittura a disgustarle definitivamente. Lo sport, che sia fisicamente impegnativo come un Bootcamp o più vicino a una terapia integrativa, deve rafforzare la mente. Superando se stessi, la persona svilupperà fiducia e autostima. Performance senza violenza. La pedagogia positiva è la base del mio insegnamento. Secondo me, lo sport deve essere un luogo di fioritura dove ognuno ha il suo posto e viene accettato senza giudizio.

Quanto spesso?

Quando ne avete voglia, soprattutto se praticate già uno sport altrove… Oltre all’insegnamento della boxe, del muaythai, del jujitsu, della forma savate, all’Atelier Côté Ring, proponiamo un Bootcamp mensile, perché rimanga una gioia, un’attività insolita con una decina di partecipanti, una supervisione di due o tre istruttori. Per seguire meglio i progressi di ogni persona.

L’Atelier Côté Ring, Paris 3rd, http://www.cotering.com

ALSO LEGGI:

  • Fitness: 3 tendenze grintose che scolpiscono la silhouette
  • Lascia andare: la golosità fa bene al peso
  • 20 cibi per la pancia piatta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *