Guida di mezzi pesanti: tempi di guida e di riposo

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Oltre ai permessi specifici, la guida di mezzi pesanti richiede il rispetto di disposizioni specifiche sui tempi di attività e di riposo.

Il precedente regolamento di riferimento 561/2006, noto come “regolamento sociale europeo nel trasporto stradale” e in vigore dall’11 aprile 2007, è stato abrogato da un nuovo regolamento europeo di riferimento CE 165/2014 che ne riprende comunque i principi fondamentali.

L’obiettivo di questi regolamenti è quello di armonizzare le pratiche in tutta l’Unione europea, nell’interesse della concorrenza leale e della sicurezza per tutti gli utenti della strada.

Si applicano a tutti i conducenti, sia pubblici che privati, dipendenti e autonomi, per la guida di veicoli pesanti (GVW > 3T5) o veicoli con più di 9 posti, che circolano all’interno della UE.E.

La tracciabilità dell’attività del conducente è assicurata dall’uso di una carta digitale di cui è l’unico titolare o, per i veicoli più vecchi, con dischi di registrazione “cartacei” inseriti nel tachigrafo (analogico in questo caso).

Dal 01/01/2008, è necessario poter presentare i dischi utilizzati nei 28 giorni precedenti (per equivalenza alla capacità di memorizzazione dei dati di una carta digitale) o giustificare la propria assenza di attività tramite un certificato di non guida, redatto dal datore di lavoro su un modulo standard, anch’esso regolamentato.

N.B.: sul territorio nazionale francese, ci sono molte esenzioni all’obbligo di utilizzare il tachigrafo, permanente o temporaneo, a seconda del veicolo e del suo utilizzo, in particolare per i veicoli con un GVW fino a 7T5, utilizzati per scopi privati (trasporto non commerciale). Le deroghe permanenti sono dettagliate nel decreto 2008-418 e nelle sue successive versioni consolidate.

Il regolamento definisce le norme per i diversi “gruppi di tempo”: guida, lavoro, attesa e riposo, che il conducente deve determinare manipolando correttamente il selettore del tachigrafo.

La guida è il tempo durante il quale il conducente è alla guida di un veicolo in movimento. Il tempo trascorso al volante di un veicolo fermo è considerato come lavoro o attesa.

Il lavoro è il tempo durante il quale il conducente svolge attività diverse dalla guida (ad esempio carico/scarico).

La sosta è il tempo durante il quale il conducente non ha alcun compito particolare da svolgere, ma deve rimanere vicino al suo veicolo (ad esempio in attesa di un carico). Nel “doppio equipaggio”, il tempo trascorso come passeggero rientra nella disponibilità. Con il nuovo regolamento 165/2014, il tempo di disponibilità non è più considerato come un’interruzione della guida e quindi non può più essere sostituito dal tempo di riposo.

Il tempo di servizio è il cumulo di questi tre gruppi di tempo.

Il tempo di riposo è il tempo liberamente disponibile per il conducente (escluso il tempo di disponibilità).

La guida continua è di 4:30 ore massimo. Deve essere interrotta da un’interruzione di 45 min.

Questa interruzione può essere suddivisa in 15 min + 30 min, solo in quest’ordine.

Le forme di suddivisione delle interruzioni autorizzate prima del 11/04/2007 (15+15+15 o 20+25 o 30+15) non sono più ammesse.

I tempi di riposo o di disponibilità sono ugualmente validi come interruzioni di guida.

La guida giornaliera totale è di 9h00 max, con la possibilità di fare due volte 10h00 max in una settimana (qualunque siano i giorni scelti, anche se i due giorni si susseguono).

La guida settimanale è di 56h00 max (raggiungibile solo in 6 giorni, in 4 periodi di 9h00 e 2 periodi di 10h00). Tuttavia, non deve superare le 90h00 cumulativamente su due settimane consecutive.

Il tempo di servizio giornaliero (o il tempo di lavoro effettivo totale) non deve superare le 12h00, o le 10h00 se include il lavoro notturno (attività nel periodo dalle 00H00 alle 05H00) e nel limite di 60h00 per settimana e 48h00 per settimana in media su 4 mesi “rolling”.

Il riposo giornaliero è di 11h00 min.

Le riduzioni sono comunque consentite fino a 9h00 min, al massimo tre volte in una settimana (senza bisogno di recupero successivo, come avveniva prima dell’11/04/2007).

C’è anche la possibilità di dividere il riposo giornaliero, a condizione che sia aumentato a 12h00. Il periodo più breve deve essere almeno 3h00 e il periodo più lungo almeno 9h00.

Il riposo settimanale è di 45h00 min.

C’è comunque la possibilità di fare un riposo settimanale ridotto a 24h00 min, solo una volta su 2 settimane consecutive.

Il recupero del tempo di riposo mancante deve imperativamente essere effettuato durante le 3 settimane che seguono il riposo settimanale ridotto e collegato ad un altro tempo di riposo settimanale o ad un tempo di riposo giornaliero di almeno 9 ore.

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