La malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) negli anziani in otto domande/risposte

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La malattia polmonare ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica caratterizzata da una diminuzione non completamente reversibile del flusso aereo, che si riflette in una diminuzione del rapporto FEV1/CV. Senza un consenso internazionale sul valore di cut-off di questo rapporto, è difficile valutare la prevalenza della BPCO, ma è certo che aumenta con l’età e potrebbe raggiungere il 15% nelle persone oltre i 65 anni. La diagnosi della BPCO negli anziani è difficile, troppo tardiva e insufficiente. La gestione della BPCO, i cui obiettivi sono gli stessi che nei giovani, dovrebbe essere completa e coordinata, e dovrebbe prendere in considerazione i rischi cumulativi associati alla BPCO e all’invecchiamento. In assenza di dati specifici negli anziani, le indicazioni per i farmaci sono grosso modo le stesse che nei giovani, nonostante alcune precauzioni aggiuntive. La riabilitazione respiratoria sembra benefica indipendentemente dall’età. Per quanto riguarda le cure palliative, ci sono grandi difficoltà nell’uso delle pratiche: complessità dell’identificazione della fase palliativa, offerta insufficiente di cure, mancanza di comunicazione. La natura globale della gestione della BPCO nell’anziano richiede un coordinamento delle cure, al meglio nel quadro di una rete o di un percorso di cura, riunendo tutti i professionisti coinvolti, compresi quelli sociali e medicosociali.

Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.

Sommario

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica caratterizzata da una limitazione del flusso aereo non completamente reversibile, misurata da una diminuzione del rapporto FEV1/FVC. Il consenso internazionale non concorda su una singola soglia per questo rapporto, che può definire l’ostruzione del flusso d’aria. Anche se la prevalenza della BPCO nella popolazione anziana varia a seconda della definizione utilizzata, essa aumenta sicuramente con l’età e potrebbe raggiungere il 15% in coloro che hanno più di 65 anni. Pertanto, l’invecchiamento della popolazione dovrebbe comportare un aumento della prevalenza e dei costi socioeconomici della BPCO nei prossimi anni. In Francia, la diagnosi della BPCO negli anziani è difficile, tardiva e insufficiente. La gestione, che ha gli stessi obiettivi delle popolazioni più giovani, deve essere globale e coordinata. Alcuni punti dovrebbero essere considerati con particolare attenzione considerando i rischi cumulativi legati da un lato alla BPCO e dall’altro all’invecchiamento: effetti collaterali farmacologici, diminuzione dell’autonomia fisica e sociale, compromissione nutrizionale, comorbidità. Data la mancanza di dati specifici nelle popolazioni anziane, le indicazioni farmacologiche sono generalmente considerate le stesse delle popolazioni più giovani, ma alcune misure precauzionali aggiuntive sono necessarie. La riabilitazione polmonare sembra essere benefica a qualsiasi età. Le cure palliative si scontrano con importanti difficoltà: un inizio indefinito della fase palliativa nella BPCO; insufficienti risorse di cure palliative; insufficiente comunicazione; insufficiente utilizzo delle risorse di cure palliative. La gestione globale della BPCO nell’anziano richiede un coordinamento, meglio raggiunto in organizzazioni di rete sanitaria che coinvolgono professionisti medici e/o sociali.

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Mots clés : BPCO, Sujet âgé, Prise en charge, Comorbidités, Réhabilitation

Keywords : BPCO, Anziani, Gestione dell’assistenza sanitaria, Comorbidità, Riabilitazione polmonare

Piano

Intergroupe pneumogériatrie SPLF-SFGG posto sotto l’egida della società di pneumologia di lingua francese (SPLF) e della società francese di geometria e ginecologia (SFGG).
Comitato scientifico: Louis-Jean Couderc, Bruno Crestani, Philippe Devillier, Françoise Forette, Alain Franco, Hervé Guénard, Philippe Godard, Maurice Hayot, Claude Jeandel, Elisabeth Orvoen-Frija, François Piette, Geneviève Pinganaud, François Puisieux, Benoît de Wazières.

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