Les endocardites à hémocultures négatives : mise au point [Update on blood culture-negative endocarditis] (Italiano)

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Abstract : L’endocardite negativa all’emocoltura è spesso grave, e difficile da diagnosticare. Il tasso di endocardite infettiva non documentata è diminuito con l’avvento della biologia molecolare – miglioramento delle prestazioni per la diagnosi di endocardite batterica con emocolture sterilizzate da un precedente trattamento antibatterico – e della chirurgia cardiaca – accesso al principale focus infetto, l’endocardio, per metà dei pazienti. Le endocarditi negative all’emocoltura sono classificate in 3 categorie principali: (i) endocarditi batteriche con emocolture sterilizzate da un precedente trattamento antibatterico (di solito dovute ai soliti batteri che causano l’endocardite, cioè streptococchi, più raramente stafilococchi o enterococchi); (ii) endocarditi legate a microrganismi fastidiosi (ad esempio, batteri HACEK; streptococchi difettosi – Gemella, Granulicatella e Abiotrophia sp. – Propionibacterium acnes, Candida sp.): in questi casi, un’incubazione prolungata permetterà di identificare il patogeno causale in qualche giorno; (iii) e le “vere” endocarditi emocolturali negative, dovute a batteri intracellulari che non possono essere coltivati di routine nel sangue con le tecniche attualmente disponibili: in Francia, sono più frequentemente Bartonella sp, Coxiella burnetti (entrambi facilmente diagnosticati con test sierologici ad hoc), e Tropheryma whipplei (di solito diagnosticato tramite PCR su tessuto valvolare cardiaco asportato). Le endocarditi non infettive sono rare, per lo più limitate alle endocarditi marittime e alle rare endocarditi legate a malattie sistemiche (lupus, Behçet)

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