Nuovi criteri diagnostici per i disturbi di personalità

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  • una valutazione che valuta il livello generale di funzionamento della personalità;
  • la valutazione della corrispondenza a certi tipi di personalità (che sono i 10 disturbi del DSM-IV attuale);
  • valutazioni indipendenti (cioè dissociate dai tipi, a differenza della versione originariamente proposta) di sei domini di tratti di personalità, che sono stati determinati sulla base di modelli di personalità, come il famoso modello Big Five (“Cinque grandi”).

Queste tre componenti sono combinate per dare il criterio A (disfunzione di personalità) e il criterio B (buona corrispondenza a uno dei tipi o valutazione estrema su uno dei sei domini di tratti) della definizione generale di un disturbo di personalità.

Questo modello, sostiene il gruppo di lavoro, è flessibile e focalizza l’attenzione sulla psicopatologia della personalità con gradi crescenti di specificità, a seconda del tempo, delle informazioni e delle competenze disponibili.

Così:

  • la prima valutazione che indica il livello di funzionamento permette di determinare se una persona ha un problema di personalità e, in tal caso, il suo livello di gravità;
  • il tipo permette la caratterizzazione del disturbo;
  • la valutazione del tratto permette una descrizione più dettagliata dell’eterogeneità rispetto ai 10 tipi predefiniti, se desiderato, e anche descrivere gli individui che non rientrano in uno dei 10 tipi.

Il gruppo di lavoro aveva inizialmente proposto un sistema con 5 tipi predefiniti invece degli attuali 10, che era stato controverso (l’esclusione del disturbo narcisistico di personalità in particolare era stata messa in discussione). Al fine di facilitare la transizione dal DSM-IV al DSM-5, i 10 tipi saranno mantenuti.

Questo modello è attualmente in fase di test di affidabilità e utilità clinica. Sono previsti futuri cambiamenti basati su questi test.

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