Parere 20-A-03 del 14 febbraio 2020

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Ai sensi dell’articolo L. 444-7 del codice di commercio francese, l’Autorità francese della concorrenza ha ricevuto una richiesta di parere il 17 gennaio 2020 dal Ministro dell’economia e delle finanze in merito a un progetto di decreto del Consiglio di Stato volto a modificare alcune disposizioni della parte normativa del codice di commercio francese relative alla fissazione di tariffe regolamentate per alcune professioni legali.

Dall’adozione della legge n. 2015-990 del 6 agosto 2015 (“Legge Macron”), i principi di determinazione delle tariffe devono prendere in considerazione i “costi pertinenti del servizio reso e una remunerazione ragionevole, definita sulla base di criteri oggettivi” (articolo L. 444-2 del codice di commercio). Il governo aveva scelto, nel decreto n. 2016-230 del 26 febbraio 2016, di adottare un approccio “atto per atto” per fissare le tariffe dei professionisti interessati, puntando a fissare le tariffe sulla base dei costi effettivamente sostenuti dai professionisti per ogni atto eseguito. Questo metodo si è rivelato impraticabile a causa della mancanza di una contabilità analitica che permetta di valutare i costi pertinenti a un livello così preciso. In questo contesto, la legge n. 2019-222 del
23 marzo 2019 ha finalmente sostituito questo primo approccio con un metodo basato sulla redditività globale delle professioni interessate, che dovrebbe consentire ai professionisti di coprire tutti i costi sostenuti e di generare una remunerazione ragionevole per la loro “attività regolamentata”. A tal fine, l’articolo L. 444-2, come redatto dall’articolo 20 della legge del 23 marzo 2019, prevede che le tariffe siano fissate “sulla base di un tasso di profitto medio obiettivo, le cui modalità di determinazione sono definite per decreto in Consiglio di Stato”.

Quindi, il progetto di decreto sottoposto all’esame dell’Autorità trae le conseguenze dei chiarimenti apportati dalla legge fissando le tariffe sulla base di un tasso obiettivo di risultato stimato globalmente e per ogni professione. A tal fine, propone una riscrittura del metodo di fissazione delle suddette tariffe, precisando i metodi di valutazione dei costi pertinenti e della remunerazione ragionevole, quest’ultima definita, in particolare, in riferimento a un tasso obiettivo di risultato, a sua volta determinato “sulla base di un tasso di riferimento, determinato per ordine”.

Inoltre, il progetto di decreto modifica il sistema di sconti a tasso fisso identico per tutti secondo il diritto comune, il cui tasso massimo, attualmente limitato al 10% sugli scaglioni di base superiori a 150.000 euro, dovrebbe salire a breve al 20%. Mentre la legge ha aggiunto un sistema di libera negoziabilità degli sconti tra il notaio e il suo cliente per certi servizi e al di sopra di una certa soglia di emolumenti, il progetto mantiene gli sconti al tasso maggiorato (con un tetto del 40% sulle fasce di beni superiori a 10 milioni di euro) per una lista limitata di servizi. Questo sistema di sconti del 40% è stato presentato, quando è stato introdotto nel 2016, come un modo per compensare la mancanza di libera negoziabilità degli sconti. Il progetto di decreto propone, infine, di razionalizzare la fissazione dei supplementi tariffari d’oltremare, prevedendo una “riconciliazione” tra il tasso di risultato medio osservato per i professionisti installati nei territori d’oltremare e l’obiettivo di tasso di risultato fissato a livello nazionale.

Dopo un esame approfondito di questo progetto di decreto, l’Autorità emette un parere riservato sulle disposizioni del suo articolo 3, che danno ai ministri firmatari degli ordini troppa discrezionalità nella fissazione delle tariffe per essere compatibile con l’esigenza legale di una definizione di remunerazione ragionevole “basata su criteri oggettivi”.

L’Autorità propone quindi degli aggiustamenti redazionali volti a precisare i metodi di determinazione e di revisione dell’obiettivo del tasso medio di profitto da un lato, e il metodo di valutazione dei costi rilevanti e della remunerazione ragionevole dall’altro.

Invita inoltre il governo a precisare la natura e l’origine dei dati contabili presi in considerazione nella stima dei diversi aggregati utilizzati nel metodo di fissazione delle tariffe e a chiarire il concetto di “avvicinare il tasso di profitto medio dei professionisti installati in Francia d’oltremare all’obiettivo fissato a livello nazionale precisando, nel progetto di decreto, lo scopo degli aumenti applicabili localmente: compensare i costi supplementari reali sostenuti in Francia d’oltremare.

Per quanto riguarda le modifiche apportate al quadro normativo degli sconti, l’Autorità accoglie con favore l’aumento del tasso massimo, dal 10% al 20%, per gli sconti di diritto comune. Come ha già indicato, ritiene che la soglia di attivazione di questa opzione di sconto, attualmente fissata per i notai a 150.000 euro di base, dovrebbe essere abbassata a 75.000 euro di base per intensificare la concorrenza sui prezzi in un settore che ne è stato a lungo privato.

Infine, mentre l’Autorità accoglie con favore la reintroduzione, prevista dalla legge, della libera negoziabilità degli sconti tra il notaio e il suo cliente al di sopra di una soglia di emolumenti, si rammarica che si preveda di limitare il campo di applicazione di questa misura tramite regolamento: fissando questa soglia di attivazione a 200.000 euro di emolumenti (mentre questa soglia era fissata a 80.000 euro nel precedente decreto del 1978), le disposizioni previste potrebbero, paradossalmente, portare nel 2020 a una situazione meno competitiva di quella che prevaleva prima della riforma. Da questo stesso punto di vista, il mantenimento del regime di sconto del 40%, che de facto priva gli utenti dei servizi in questione del beneficio dello sconto di diritto comune sugli scaglioni di base tra
150.000 euro e 10 milioni di euro, per riservarli ai rari casi di basi estremamente elevate, appare incompatibile con l’imperativo di equità sociale perseguito dal legislatore del 2015.

Questa sintesi è strettamente informativa. Solo il testo del parere fa fede.

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