Scheda riassuntiva n° 12: Il difensore dei diritti

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Per ogni sua missione, eccetto la mediazione con un servizio pubblico, il difensore dei diritti è assistito da una commissione composta da personalità qualificate nel campo interessato e da un supplente, vicepresidente della commissione corrispondente alle sue attribuzioni.

I supplenti sono posti sotto il difensore dei diritti e sotto la sua autorità. Nominati dal Primo Ministro su proposta del Difensore dei diritti, sono soggetti alle stesse regole di incompatibilità del Difensore. La cessazione del mandato del Difensore dei diritti, per qualsiasi motivo, comporta in ogni caso la cessazione del mandato dei supplenti.

La legge organica prevede la nomina obbligatoria di un vicepresidente supplente del collegio incaricato della difesa e della promozione dei diritti del bambino, che conserverà il titolo di Difensore dei bambini, un vicepresidente supplente del collegio incaricato dell’etica in materia di sicurezza, e un vicepresidente supplente del collegio incaricato della lotta contro la discriminazione e della promozione dell’uguaglianza.

Il collegio incaricato dell’etica in materia di sicurezza comprende, oltre al suo vicepresidente, tre personalità qualificate nominate dal presidente del Senato, tre personalità qualificate nominate dal presidente dell’Assemblea nazionale, un membro o ex membro del Consiglio di Stato nominato dal vicepresidente del Consiglio di Stato, un membro o ex membro della Corte di cassazione nominato congiuntamente dal primo presidente della Corte di cassazione e dal procuratore generale presso detta Corte.

Il collegio incaricato della difesa e della promozione dei diritti del fanciullo comprende, oltre al vicepresidente, due persone qualificate nominate dal presidente del Senato, due persone qualificate nominate dal presidente dell’Assemblea nazionale, una persona qualificata nominata dal presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale e un membro o ex membro della Corte di cassazione nominato congiuntamente dal primo presidente della Corte di cassazione e dal procuratore della stessa Corte.

Il collegio incaricato della lotta contro le discriminazioni e della promozione dell’uguaglianza è composto, oltre al delegato del Difensore dei diritti con lo statuto di vicepresidente, da: tre personalità qualificate nominate dal presidente del Senato, tre personalità qualificate scelte dal presidente dell’Assemblea nazionale, una personalità qualificata nominata dal vicepresidente del Consiglio di Stato e una personalità qualificata nominata dal primo presidente della Corte di cassazione.

Il Difensore dei diritti può convocare una riunione congiunta di più collegi e dei suoi aggiunti al fine di consultarli su reclami o questioni che riguardano più settori di sua competenza, o che presentano una difficoltà particolare.

Il Difensore dei diritti può chiedere spiegazioni a qualsiasi persona fisica o giuridica che sia stata contestata davanti a lui e chiedere documenti utili all’esercizio della sua missione. Può sentire qualsiasi persona di cui ritenga utile l’assistenza. Le persone implicate possono essere assistite da un avvocato di loro scelta.

Il segreto professionale non può essere invocato contro il Difensore dei diritti.

Quando le sue richieste non vengono accolte, il Difensore dei diritti può intimare alle persone interessate di rispondere entro un termine da lui stabilito. Quando la messa in mora non ha seguito, egli può adire il giudice tutelare con una richiesta motivata al fine di ordinare qualsiasi misura che quest’ultimo ritenga utile.

Nel caso di un’indagine preliminare o di un’indagine in flagranza aperta su fatti di cui è o è stato sequestrato, il difensore dei diritti deve, per l’esercizio di alcuni dei suoi poteri, ottenere l’accordo preventivo dei giudici sequestrati o del pubblico ministero.

Può effettuare controlli in loco. Tuttavia, nel caso di locali amministrativi, l’autorità competente può opporsi per motivi gravi e imperativi relativi alla difesa nazionale o alla sicurezza pubblica. La visita può allora avere luogo solo con l’autorizzazione del giudice del procedimento sommario.

Quando si tratta di locali privati, e salvo casi di emergenza, il responsabile di questi locali è informato in anticipo del suo diritto di opporsi alla visita o alla verifica in loco. La verifica in loco può quindi avvenire solo dopo l’autorizzazione del giudice della libertà e della custodia.

Se il difensore dei diritti lo richiede, i ministri incaricano gli organi di controllo di effettuare, nell’ambito delle loro competenze, eventuali controlli o indagini. Lo informano del seguito dato a queste richieste.

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