Vergennes, ministro firmatario del trattato di alleanza franco-americana

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Antoine-François CALLET (Parigi, 1741 – 1823)Ritratto di Charles Gravier, Conte di Vergennes (1719 – 1787)

Rouillac | Portrait Charles Gravier Compte de Vergennes
Tela
Firmata in basso a destra: Callet.ft
Al rovescio, sulla tela, iscrizione: Charles Gravier / Conte di Vergennes / Ambasciatore e Ministro / del Re Luigi XVI. Sulla barella, un’etichetta manoscritta: (…)tede V(…)nnes 10 / degli affari esteri / 17 (…) morto il / 17 (…)
Versailles
Alto. 159, largo.129 cm
Restauri antichi

Opere correlate:

  • Antoine-François Callet, Charles Gravier, comte de Vergennes, tela ovale, 79 x 61 cm, Versailles, castelli di Versailles e Trianon, MV3979.
  • Vincenzio Vangelisti, Charles Gravier, comte de Vergennes, incisione a bulino, 1784.
  • Alexis-Joseph Mazerolle, Charles Gravier, comte de Vergennes, tela, 160 x 130 cm, Parigi, Musée de l’Armée.

Provenienza:

conservato per discendenza nella famiglia Vergennes fino ad oggi.

Mostra: probabilmente Parigi, salone del 1781, n°150
Bibliografia: M. Sandoz, “Antoine-François Callet 1741-1823”, Paris, Editart les quatre chemins, 1985, p. 105, n°24.
Ministro plenipotenziario in Turchia dal 1755, poi ambasciatore, Vergennes ebbe un ruolo importante nella neutralità della Sublime Porta. Lasciò il suo posto a Costantinopoli nel 1768. Nel marzo 1771, fu nominato ambasciatore a Stoccolma, al fine di aiutare a sollevare l’autorità reale lì. Sembra che abbia avuto un ruolo importante nel colpo di stato che Gustavo III realizzò nell’agosto 1772. Al momento della sua ascesa al trono di Francia, Luigi XVI lo nominò Segretario degli Affari Esteri, una posizione che mantenne fino alla sua morte nel 1787. Sostenitore della causa americana, negoziò con Benjamin Franklin il primo “Trattato franco-americano di amicizia e commercio” che firmò il 6 febbraio 1778, segnando l’entrata della Francia nella guerra contro l’Inghilterra. Abile ambasciatore e saggio ministro, Vergennes fu anche un protettore delle arti. Egli commissionò a ciascuno dei tre pittori, Callet, Lundberg e Favray, il proprio ritratto, oltre a molte altre opere.
Vincendo il Prix de Rome al suo primo tentativo nel 1764, Antoine-François Callet si formò alla Scuola Reale degli Allievi Protetti e poi in Italia dal 1767 al 1772. Alla fine del suo soggiorno, dipinse il Ritratto dell’ambasciatore francese, il cardinale de Bernis e un soffitto nel palazzo Spinola a Genova, facendolo emergere nei due generi in cui doveva eccellere: la ritrattistica e la grande decorazione. A Parigi, divenne il pittore più in vista della società aristocratica, ricevendo commissioni dal duca di Borbone (la cupola per un padiglione scomparso, rimontato e visibile al Louvre dal 2014); poi dal conte di Artois per il castello di Bagatelle, dal marchese di Laborde per il suo castello di La Ferté, e da Madame de Thélusson per la sua residenza privata. Fu ammesso all’Accademia nel 1780, con la sua opera di accoglienza La primavera destinata a uno degli scomparti del soffitto della Galleria Apollo del Louvre, dove si trova ancora al suo posto. Durante il Consolato e l’Impero, il suo stile divenne più neoclassico.
Ringraziamo Madame Brigitte Gallini che ha esaminato il nostro dipinto e confermato il suo carattere autografo.

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